(aggiornato il 26/02/25)
Che legame c’è tra diete proteiche e colesterolo?
Il dottor Dean Ornish, uno dei cardiologi e nutrizionisti più famosi negli Stati Uniti, nonché inventore della dieta Ornish, giudicata negli States una delle migliori diete contro il colesterolo, per la seconda volta sale in cattedra. Lo fa per ammonire le persone su una dieta a base di proteine animali e grassi di origine animale.
Lo aveva già fatto per dire la sua contro la moda delle diete iperproteiche.
In particolare, sottolinea il dr. Ornish, diete proteiche e colesterolo sono legate da un rapporto di causa: le prime lo aumentano.
Secondo il New York Times che pubblica un suo articolo, il consumo di proteine animali e grassi animali aumentano il colesterolo nel sangue.
In sintesi, il dottor Ornish ricorda e cita tutti gli studi in cui il consumo di proteine a grassi animali è stato correlato a un aumento dei rischi di salute cardiovascolare e di colesterolo. Tra cui i suoi, dato che per decenni si è occupato della ricerca nell’ambito del colesterolo.
Diete proteiche e colesterolo secondo il dr Ornish
Le proteine e i grassi animali aumentano il colesterolo sì o no? Aumentano il rischio di neoplasie, sì o no? E i rischi di problemi cardiovascolari? Personalmente seguo una dieta varia e non ho mai avuto problemi di colesterolo, per dirne una, ma la mia esperienza o l’esperienza di tizio o caio o altre mille persone purtroppo non basta a stabilire dov’è sia verità.
Penso che il dottor Ornish abbia ragione. Ma non del tutto.
Diete proteiche: non sono tutte uguali, basta essere consapevoli
In sintesi, è giusto evitare le diete iperproteiche e le diete che spingono a un consumo eccessivo di grassi animali, come la dieta chetogenica? Assolutamente sì. In questo caso il rischio di un aumento di colesterolo c’è, perché aumenta il livello di grassi nel sangue. Questo è un fatto.
Ma è giusto evitare tutti i prodotti animali e i grassi saturi? Non necessariamente. O almeno non per ragioni di salute.
Il dottor Ornish dice che la nostra dieta occidentale è piena di zuccheri, di grassi e di altre cose che ci fanno male, e che in generale mangiamo di più di trenta o quarant’anni fa. La mia impressione è che mangiamo peggio, non per forza di più.
Il discorso della qualità delle proteine e dei grassi
Negli studi condotti sul consumo di proteine animali e rischio cardiovascolare, che oggi appaiono per la maggior parte dei casi discutibili essendo perlopiù osservazionali, una delle critiche maggiori è che nessuno studio ha mai fatto luce sul tipo di proteine animali e il tipo di grassi saturi consumati.
L’olio di cocco è un grasso saturo, ma non è di origine animale.
Se mangio selvaggina non avrò gli stessi problemi di salute che posso avere mangiando del pollo da allevamento intensivo.
Un pezzo di grana padano non è dal punto di vista nutrizionale paragonabile in alcun modo a un cucchiaio di formaggio spalmabile light. Nessun cibo è uguale all’altro se lo consideriamo solo dal punto di vista della categoria alimentare a cui appartiene.
Altrimenti non ci sarebbe differenza tra una mela e un barattolo di marmellata di albicocche: è corretto dire che è frutta in entrambi i casi?
Conclusioni
La maggior parte degli esperimenti condotti non dice nulla sulla qualità dei cibi che il campione di persone studiate sceglieva. Si prende a caso un gruppo di persone obese, e si trova una correlazione tra la loro dieta e i problemi di cuore. Poiché la dieta a base contiene anche proteine animali e grassi saturi, sarebbe corretto dire che sono le proteine animali e i grassi saturi ad aver causato problemi di cuore in quelle persone? No, se non si studia la dieta anche da un punto di vista qualitativo.
Detto questo, è chiaro che una dieta a base di vegetali, ovvero cereali, frutta, verdura e legumi, è sicuramente salutare e che questa base della nostra piramide alimentare non andrebbe messa in discussione. Dobbiamo mangiare ogni giorno queste cose, mentre le proteine animali possono e devono essere alternate.